IDV Nord America
Il blog di Italia dei Valori in Nord America
Fri 15 Feb 2008
Posted by carminecoppola under Politica
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I due duellanti, Veltroni e Berlusconi, ai quali se ne aggiungeranno altri, chiedono toni pacati. Veltroni, probabilmente, riuscirà nell’impresa, considerato che la pacatezza pare essere caratteristica della sua indole, ma per quanto riguarda Berlusconi non credo che manterrà questo stato per lungo tempo. Basterà, infatti, che i sondaggi invertano la rotta, o che trovi giornalisti meno accomodanti di quelli che gli mette a disposizione Vespa e lo si vedrà, allora, scoppiare come quei palloncini sfuggiti dalle mani dei bambini.
Nelle loro esibizioni a Porta a porta, se notate, i giornalisti sono stati molto più che accomodanti e Vespa, avendo fatto, credo, un corso intensivo, strisciava così bene che un verme al suo confronto appariva un dilettante. Se avessi avuto la possibilità di intervistarli, avrei posto a Veltroni le seguenti domande: 1) On. Veltroni non aveva detto che con Roma si sarebbe conclusa la sua carriera politica? Intende governare l’Italia così come ha governato le periferie di Roma? 2) Non le pare che le sue risposte siano, come dire, un po’ egocentriche? Infatti, se lei nota, nelle sue risposte sempre io qui, sempre io là.
Non domande, comunque, cattive, ma domande dalle quali un vecchio(non è il nuovo Veltroni? Bah, mi sarò perso una puntata) politico se ne sarebbe uscito con un po’ d’affanno, ma se ne sarebbe uscito. Non così per Berlusconi. Con lui sarei stato spietato e gli avrei chiesto: 1) Cosa ci può dire, On. Berlusconi, sulle telefonate con Saccà, dove chiedeva un’attrice in cambio di una crisi di governo? 2) E, a proposito della sentenza della corte europea su rete 4 ed Europa 7, cosa ha da dire? Bastavano, a mio modo di vedere, queste semplici due domande per vedere il suo vero volto: il trucco si sarebbe sciolto in un niente e sarebbe venuta giù la faccia di un affamato pronto ad azzannare qualunque cosa passasse nei dintorni dei suoi denti. Nessuna di queste domande dai giornalisti nel salotto vespiano, purtroppo.
Sat 26 Jan 2008
Posted by carminecoppola under Politica
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Due fattori, a mio modo di vedere, hanno contribuito, al di là di Mastella, a far cadere il governo Prodi: la nascita del Partito Democratico e il Papa.
Thu 29 Nov 2007
Posted by carminecoppola under Politica
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11 parlamentari eletti nella Circoscrizione “Estero” hanno inviato una lettera al Presidente del Consiglio Romano Prodi, al Ministro degli Affari Esteri Massimo D’Alema e al Ministro dell’Economia e delle Finanze, Tommaso Padoa Schioppa chiedendo un immediato ripensamento della decisione di chiudere o declassare il Consolato di Edmonton in Canada e manifestando la loro disponibilità a partecipare ad un tavolo di lavoro con il Governo e il Ministro degli Affari Esteri per discutere della ristrutturazione della rete diplomatico-consolare.
I deputati Bucchino, Bafile, Cassola, Farina, Fedi, Narducci, Razzi e i Senatori Micheloni, Pollastri, Randazzo e Turano, se da una parte riconoscono le ragioni che hanno spinto il Ministero degli Affari Esteri ad avviare una operazione di ristrutturazione della rete consolare, dall’altra affermano di non comprendere le scelte effettuate dal Governo su questo delicato settore, come ad esempio la decisione di chiudere il Consolato di Edmonton, uno dei soli 4 uffici operanti in Canada.
I parlamentari rilevano come i nostri connazionali all’estero hanno la netta impressione che i servizi a loro destinati siano considerati meno importanti di altre aree di intervento dello Stato e come la rete consolare abbia subito negli ultimi anni drastiche riduzioni sia come numero di sedi che di organico del personale. Viene quindi sollecitato un piano programmatico complessivo sull’assetto che s’intende dare nel medio periodo alla presenza dell’amministrazione dello Stato all’Estero a fronte di quella che essi considerano la mancanza di una strategia di valorizzazione delle sedi consolari, che in una visione sistemica rappresentano un investimento importante per il nostro Paese.
In merito alla sede consolare di Edmonton, i parlamentari esprimono il loro totale dissenso sulla decisione presa, anche in ordine alle modalità che l’hanno guidata: non vi è stata alcuna consultazione con i rappresentanti istituzionali degli italiani residenti in Canada e con i Parlamentari eletti all’estero con la conseguenza di una crescente mobilitazione della comunità italiana avversa alla decisione di chiusura.